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⦁ IL PROCEDIMENTO DI DISEGNI-STORIE (D-E)

⦁ Natura

Il Procedimento di Disegni-Storie (D-E) è stato introdotto da Walter Trinca nel 1972, come strumento di indagine clinica della personalità. Non è un test psicologico ma uno strumento ausiliare per ampliare la conoscenza della dinamica psichica. Riunisce i processi espressivo-motori (tra essi il disegno libero) e i processi percettivo-dinamici (verbalizzazioni tematiche). Comprende, inoltre, associazioni guidate tipo “inchiesta”. Da queste unioni è nato uno strumento con caratteristiche proprie. Si tratta di un processo che offre più ampie informazioni qualitative e si differenzia dai test oggettivi. È stato ideato come una modalità di comunicazione ludica che, fondamentalmente, si basa sulla capacità dell’esaminando di esprimersi liberamente e raggiungere lo scopo della comunicazione, se gli si offrono condizioni emotive di sicurezza e di accoglienza. L’esaminando può scegliere liberamente e spontaneamente ciò che ritiene importante comunicare. Questa condizione è la direttiva fondamentale della tecnica e si basa su una minima possibilità che esistano delle interferenze.

La tecnica di applicazione è molto semplice, si invita l’esaminando a calarsi nella sua vita psichica tramite dei disegni e delle associazioni verbali. Lo si invita a fare, uno dietro l’altro, cinque disegni liberi (colorati o meno) e per ognuno di essi deve raccontare una storia (legata al disegno stesso). Concluso ogni disegno-storia, l’esaminando fornisce dei chiarimenti (fase di inchiesta) e un titolo. Il procedimento è destinato a individui di ambo i sessi, di qualsiasi livello mentale, socio economico e culturale, in grado di verbalizzare e disegnare (vedi Trinca, 2015).

L’insieme dei disegni liberi, delle storie ad essi associate, delle risposte alle “inchieste” e dei titoli, nonostante possa essere considerato l’unione di elementi diversificati, rappresenta una struttura unificata e un processo unitario di comunicazione. I messaggi trasmessi sono indivisibili, vanno considerati nella loro totalità. Tutti gli elementi sono legati tra di loro e formano un’unità coerente e indissolubile. I disegni liberi non servono solo a far emergere le storie ma sono parte di una comunicazione integra che si serve di cinque unità di produzione per raggiungere il suo scopo. Sono stati descritti diversi vantaggi dell’applicazione del Procedimento di Disegni-Storie: la facilità di applicazione, l’inclusione della applicazione clinica e non clinica, l’adattabilità alle necessità di comunicazione inconscia dell’esaminando, la possibilità di penetrare e svelare contenuti psichici rilevanti, la concisione nel focalizzare e far emergere del materiale clinico significativo e la possibilità di curare i livelli più bassi della popolazione, per i quali i metodi tradizionali si rivelano poco realistici.
Il Procedimento di Disegni-Storie deve essere applicato da professionisti qualificati. Nella sua forma tradizionale si riferisce alla situazione di diagnosi psicologica individuale e corrisponde all’incontro che avviene tra l’esaminatore e l’esaminando. Si deve applicare subito al primo contatto, momento in cui l’esaminando è particolarmente spinto a comunicare i suoi problemi e a sollecitare aiuto. La tecnica di applicazione è molto semplice, si basa sul tacito invito all’esaminando di calarsi nella sua vita psichica.

⦁ Finalità
Il Procedimento di Disegni-Storie è destinato all’indagine e alla conoscenza della dinamica della personalità, soprattutto quando esse si riferiscono ai contenuti delle esperienze soggettive. Può essere impiegato di preferenza per identificare i focus conflittivi come pure i sistemi mentali determinanti di disordini e difficoltà emozionali. Fornisce mezzi di espressione degli aspetti inconsci della personalità e aiuta a individuare i conflitti e le turbe.

⦁ Fondamenti
Il Procedimento di Disegni-Storie si basa su teorie e pratiche della psicoanalisi, su tecniche grafico-tematiche e sul colloquio clinico. Di fatto si basa su alcune affermazioni principali:

Quando la persona è messa in condizione di fare delle associazioni liberamente, queste tendono a dirigersi verso settori in cui essa è emotivamente più coinvolta.
La persona può rivelare i suoi sforzi, le sue disposizioni, i suoi conflitti e le sue turbe emotive nel completare o strutturare una situazione incompleta o priva di strutturazione.
Di fronte a stimoli incompleti o poco strutturati, il soggetto tende naturalmente a organizzare personalmente le risposte, sempre che abbia la libertà di esprimersi.
Quanto meno direttivo e strutturato sarà lo stimolo, maggiore sarà la probabilità che appaia del materiale personale significativo.
Se esiste un setting adeguato, l’individuo può, nei contatti iniziali, comunicare i suoi problemi principali, i conflitti e i disturbi psichici che lo hanno spinto a chiedere aiuto.
Nell’assistenza psicologica i disegni e le fantasie non percettivi sono in genere modi di comunicazione preferiti da bambini e adolescenti, in luogo della comunicazione verbale diretta.
Quando la persona realizza una certa sequenza, ripetuta, di prove grafiche o tematiche, si attivano i meccanismi e i dinamismi della personalità e si raggiungono maggiore profondità e chiarezza.

L’analisi e l’interpretazione del D-E possono essere fatte attraverso la libera ispezione del materiale, in conformità con le teorie psicologiche affermate. Si sono utilizzati con successo i modelli di interpretazione psicoanalitici, junghiani, cognitivo-comportamentali, fenomenologici-esistenziali e altri. Ogni esaminatore troverà il modo di combinare la sua esperienza professionale con le manifestazioni dettagliate in ogni applicazione. Centinaia di lavori pubblicati e migliaia di applicazioni del Procedimento di Disegni-Storie in Brasile e all’estero confermano la sua validità clinica sia nei modelli di interpretazione psicoanalitica sia in altri.

⦁ Caratteristiche costanti
Configurazione: la configurazione di base consiste in massimo cinque unità di produzione composte da disegni, storie, “inchieste” e titoli in conformità col materiale, l’ordine e la sequenza prescritti.
Strutturazione: i disegni e le fantasie percettivo-tematiche si iscrivono come strutture esistenti all’interno di determinati settings e si manifestano come totalità organizzate.
Funzione unitaria: la produzione grafico-verbale è formata, nel suo insieme, da una comunicazione unitaria e indivisibile.
Dialogo grafico-verbale: seppur condizionato alla libertà associativa degli esaminandi, tra i partecipanti si stabilisce un dialogo grafico-verbale.
Finalità: si tratta di ottenere una conoscenza psicologica di natura conscia e inconscia di individui e gruppi a scopi di diagnosi psicologica e psicoterapeutica.
Valutazioni: la produzione, come un tutto unico, viene analizzata secondo gli approcci teorici che vi si applicano.

PROCEDIMENTO DI DISEGNI DI FAMIGLIA CON STORIE (DF-E)

⦁ Natura
Introdotto nel 1978 da Walter Trinca in seguito ai risultati raggiunti dal Procedimento di Disegni-Storie, il Procedimento di Disegni di Famiglia con Storie (DF-E), deve la sua origine alle tecniche grafiche e tematiche ed è stato applicato con determinate consegne legate alla famiglia. Disegno, storia, “inchiesta”, titolo e altri elementi presenti in ogni consegna formano un’unità di produzione che, nel totale di quattro, trasmette messaggi in sé indivisibili. Ha come fattore nucleare le turbe e i conflitti emotivi, con enfasi sugli aspetti affettivi delle relazioni familiari. Il DF-E ha lo scopo di individuare i processi e i contenuti psichici di natura conscia e inconscia relativi agli oggetti interni ed esterni che si riferiscono alla dinamica della famiglia. Si raccomanda la sua applicazione quando il professionista intuisce che le difficoltà emotive sono legate ai conflitti e ai fattori familiari presenti nel mondo interno e /o esterno dell’esaminando. Non si tratta di un test psicologico ma di una tecnica di indagine della personalità. Deve essere applicato da professionisti qualificati.
L’esaminando realizza una serie di quattro disegni di famiglia (a colori o no) ed ognuno di essi è uno stimolo per raccontare una storia associata liberamente ad ogni disegno. Conclusi disegno e storia, il paziente fornisce dei chiarimenti (fase di“inchiesta”) e infine un titolo. Ogni disegno di famiglia segue delle istruzioni precise e un ordine stabilito che sono:

Disegna una famiglia qualsiasi. 2) Disegna la famiglia che vorresti avere.
Disegna una famiglia in cui qualcuno non sta bene. 4) Disegna la tua famiglia.

⦁ Fondamenti
Il Procedimento di Disegni di Famiglia con Storie si basa, mutatis mutandis, sugli stessi presupposti del Procedimento di Disegni-Storie. Si fonda sulle conoscenze della dinamica inconscia, secondo la regola fondamentale della libera associazione, nella dinamica della famiglia e sui principi generali delle tecniche grafiche e tematiche.

⦁ Analisi
Il Procedimento di Disegni di Famiglia con Storie è una forma di comunicazione diretta e indiretta dei focus di angosce, fantasie inconsce, sentimenti, attitudini ecc. L’analisi viene fatta sulla base di conoscenze provenienti da altre fonti. Sono fonti dirette le teorie psicoanalitiche, le tecniche di interpretazione dei disegni, le fantasie percettivo-tematiche e le conoscenze sulla dinamica della famiglia. I significati dei contenuti vengono interpretati secondo l’esperienza clinica e in conformità con lo sviluppo personale e professionale di chi esegue l’analisi. Tale compito risulta più semplice se si ha familiarità col referenziale psicoanalitico e lo si combina con la propria sensibilità e intuizione.

IL PROCEDIMENTO DI DISEGNI-STORIE CON TEMA [D-E (T)]

Il Procedimento di Disegni-Storie con Tema [D-E (T)] è una forma derivata direttamente dal Procedimento di Disegni-Storie e consiste nel sollecitare un disegno e una storia legati a un determinato tema proposto dall’esaminatore. Il tema viene scelto in base alle necessità dell’esaminando e/o dell’esaminatore. Dopo il disegno e la storia viene l’“inchiesta” e si sollecita il titolo, secondo lo schema del D-E tradizionale. Viene utilizzato soprattutto nell’indagine di rappresentazioni sociali, facilita infatti gli studi sull’immaginario collettivo. Il tema potrà riguardare una persona pazza, una malattia fisica, la scuola, un parente ammalato ecc. Quando si basa sulla teoria psicoanalitica, ci si aspetta una comunicazione dell’inconscio relativo. Si può adattare alla comunicazione di gruppo. In questo caso, assegnato il compito, si attende che tutti portino a termine il disegno poi si chiede che inventino una storia e le diano un titolo, che viene scritto sul retro del foglio.

Come il D-E tradizionale, questo metodo si può applicare a persone di qualsiasi età, di qualunque livello socio economico e culturale in grado di disegnare e verbalizzare. Si raccomanda il suo utilizzo in assenza di un setting che promuova naturalmente l’espressione dei conflitti e delle turbe. Si è sottolineato che una difficoltà dell’utilizzo di questa forma di D-E consiste nel fatto che l’esaminando, dovendosi confrontare direttamente con le sue difficoltà, crei delle resistenze o dei blocchi difensivi. Nonostante ciò, è stato utilizzato con successo, soprattutto nel mettere a fuoco determinate rappresentazioni sociali.

Traduzione di Elisabetta Marelli

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